Accidente:
segno della notazione musicale
occidentale che, posto davanti a una nota ne prescrive
una sua alterazione. Le cinque specie di alterazioni
sono: il diesis, che "innalza" di un semitono
la nota; il bemolle, che la "abbassa" di un semitono;
il doppio diesis, dove la nota è "innalzata" di
due semitoni; il doppio bemolle, dove la nota
e "abbassata" di due semitoni; il bequadro, dove
la nota precedentemente alterata ritorna alla
sua altezza normale, diventa cioe naturale (scala).
Accordatura:
operazione diretta alla giusta
intonazione delle corde o di quelle parti degli
strumenti musicali che determinano la vibrazione
sonora. Viene effettuata tenendo come punto di
riferimento il suono di altezza fissa (440 hertz)
prodotto dal diapason corrispondente alla nota
la.
Accordo:
combinazione di tre o più note
di diversa altezza suonate simultaneamente (la
combinazione di due sole note non è considerata
accordo). E' oggetto di studio dell' armonia.
Ogni accordo va analizzato, secondo il sistema
tonale (tonalità), riconducendo le note che lo
compongono entro il minore intervallo possibile,
cioè in posizione stretta. Un accordo è allo stato
fondamentale quando la sua nota piu bassa (cioè
la più grave) è la fondamentale. Qualsiasi disposizione
in cui una o più note non si trovino al di sopra
della fondamentale è detta rivolto. A seconda
degli intervalli che separano le note piu acute
da quella più grave, l'accordo puo assumere diverse
denominazioni: accordo di settima, di sesta, di
nona, ecc.; sempre secondo il sistema tonale se
contiene rispettivamente intervalli ritenuti consonanti
(l'ottava, la quinta giusta, la quarta, la terza
e la sesta) oppure dissonanti (la seconda, la
settima, ecc.) può essere consonante o dissonante
(consonanza e dissonanza). L'accordo più elementare,
per l'armonia occidentale, è la triade (accordo
di tre note), combinazione simultanea della nota
fondamentale con la relativa terza e quinta (intervalli).
Una triade può essere maggiore (accordo perfetto
maggiore) o minore (accordo perfetto minore) se
la terza sopra la fondamentale e maggiore o minore
(la quinta è comunque giusta); eccedente (accordo
di quinta eccedente) o diminuita (accordo di quinta
diminuita) quando l'intervallo tra la fondamentale
e la quinta è eccedente o diminuito (ovvero è
rispettivamente innalzato o abbassato di un semitono).
Altezza:
una delle qualità del suono
(le altre sono l'intensità e il timbro). Il suono
può essere prodotto solo da un tipo di moto, il
moto (vibrazione) originato da un corpo vibrante.
Queste vibrazioni vengono trasmesse per risonanza
alle particelle d'aria circostanti, e quindi raccolte
dal nostro orecchio. L'altezza di un suono dipende
dalla "frequenza" (numero di vibrazioni al secondo)
del corpo che vibra: maggiore è la frequenza,
più alto e il suono; minore e la frequenza, più
basso e il suono. Il limite minimo percepibile
dall'uomo varia dalle 16 alle 20 vibrazioni al
secondo, il limite massimo dalle 20.000 alle 25.000.
Armonia:
combinazione simultanea di
più suoni diversi. Ha "struttura verticale" e
in questo senso può essere considerata l'opposto
della melodia che, occupandosi della successione
dei suoni diversi, ha invece "struttura orizzontale".
La cosidetta armonia tradizionale, frutto degli
studi teorici compiuti tra il XV e il XVII secolo,
è un insieme di regole che definisce la struttura
degli accordi e ne studia la funzione e le relazioni,
determinandone il collegamento e la successione
in base al principio della tonalità. Argomenti
collegati: triade, consonanza e dissonanza, modulazione,
cadenza.
Arpeggio:
esecuzione successiva anzichè
simultanea delle note costituenti un accordo,
vuoi partendo da quella più grave fino alla più
acuta, vuoi procedendo in modo opposto, così come
effettivamente avviene sull'arpa, da cui ha origine
il nome. L'arpeggio, indicato mediante una linea
serpentina annodata alla sinistra dell'accordo
interessato (che generalmente ne prescrive un'ese
cusione dal basso all'alto) può essere eseguito
su tutti gli strumenti.
Arrangiamento:
nel campo della musica leggera
e del jazz il termine sta ad indicare l'elaborazione
e l'adattamento strumentale e/o vocale di una
melodia originale. Come pratica musicale si sviluppa
verso la metà degli anni venti per merito delle
grandi orchestre jazz (Duke Ellington, Don Redman,
Benny Carter, ecc..) affermandosi come reinvenzione
ovvero invenzione "ex novo", di una composizione
originale. Elemento essenziale del jazz, scritto
o memorizzato che sia, spesso l'arrangiamento
fornisce al solista nuovi spunti di improvvisazione.
Assolo:
all'interno di una composizione
indica una parte che deve essere eseguita da un
solo strumento o comunque da un solo interprete.
Nell'ambito della musica popolare, ma sopratutto
nel jazz, è affidato molto spesso all'improvvisazione
dello stesso interprete.