IL
CASO NAPSTER
Conclusioni
Trarre
le conclusioni
dell'argomento
trattato in
questa dissertazione
può
risultare
assai complesso
per un motivo
in particolare:
l'evoluzione
tecnologica
e le problematiche
relative,
in particolare,
all'MP3, sono
alla base
di una disciplina
in itinere,
che allo stato
attuale non
vede alcun
tramonto all'orizzonte,
ma semmai
un'alba continua.La
stessa disciplina
del diritto
d'autore,
che vede ancora
le proprie
fondamenta
nella l. 633
del 1941,
si è
evoluta notevolmente
e costantemente
negli anni
mostrando
il grande
merito del
legislatore
del 1941 ossia
l'avere elaborato
un testo normativo
estremamente
duttile. Ciò
nonostante
sembra che
la legge non
riesca a ricomprendere
le continue
evoluzioni
tecnologiche
che a fatica
trovano tutela
ai margini
della legge
stessa.Gli
interventi
del legislatore,
sia nazionale
che europeo,
sono stati
molto numerosi,
come si è
sottolineato
nel corso
di tutta la
trattazione;
si ricorda
in questa
sede la "Proposta
di direttiva
del parlamento
europeo e
del Consiglio
sull'armonizzazione
di taluni
aspetti del
diritto d'autore
e dei diritti
connessi nella
società
dell'informazione"
.Dai "considerando"
emerge chiaramente
la presa di
coscienza
del legislatore
europeo sulla
necessità
di istituire
un quadro
giuridico
generale e
flessibile
sul diritto
d'autore e
sui diritti
connessi,
in quanto
gli stessi
svolgono un'importante
funzione nello
sviluppo e
nella commercializzazione
di nuovi prodotti
e nuovi servizi.Il
legislatore
italiano deve
quindi tenere
in considerazione
sia i limiti
posti dalla
legislazione
interna, in
particolare
quelli legati
all'evoluzione
del concetto
di creatività
che sta assumendo
un significato
diverso e
più
evoluto di
quello previsto
dall'art.
1 della legge
sul diritto
d'autore,
sia la nuova
disciplina
comunitaria
che, data
l'appartenenza
dell'Italia
all'Unione
europea, pone
dei problemi
di armonizzazione
circa il recepimento.Per
quanto riguarda
in particolare
l'MP3 è
stato messo
in evidenza
l'intervento
in extremis
della SIAE
di dare una
disciplina
all'utilizzo
degli innumerevoli
siti che utilizzano
questa tecnica
di realizzazione
della musica.Si
è detto
che di per
sé
l'MP3 non
crea problemi
di applicazione
normativa
in quanto
è un
semplice strumento
di realizzazione,
ma utilizzato
congiuntamente
a Internet,
quale strumento
di diffusione
per eccellenza,
supera le
barriere nazionali
e assume la
portata di
strumento
senza confini.E'
necessario
sottolineare
inoltre che
il tentativo
di risoluzione
delle problematiche
legate all'MP3
viaggia su
una lunghezza
di gran lunga
minore rispetto
all'evoluzione
e alla nascita
di altri strumenti
di realizzazione.
Basti pensare
che negli
Stati Uniti
al momento
in cui si
sta scrivendo
- settembre
2000 - è
ancora in
corso il giudizio
di appello
relativo al
caso Napster,
il maggiore
sito visitato
nel mondo
che ha lanciato
l'MP3 e, contestualmente,
stanno prendendo
forma sistemi
molto più
evoluti.Ci
si trova quindi
di fronte
ad una corsa
contro il
tempo e il
rischio in
cui si incorre
è quello
di riuscire
solo in parte
ad arginare,
attraverso
interventi
giurisprudenziali,
un fiume tecnologico
costantemente
in piena.Non
si può
quindi concludere
che con un
"giudizio
di valore",
che dovrebbe
essere estraneo
all'attività
di un futuro
giurista,
ma, date le
premesse,
non lo è,
perciò
è auspicabile
un'immediata
presa di coscienza
dei legislatori
non soltanto
sulle problematiche
giuridiche
del digitale
on-line già
esistenti,
quanto sulle
creazioni
tecnologiche
che invaderanno
il mercato
telematico
in un futuro
molto prossimo.
Tratto
dalla tesi
di
LORENZO PALMIERI
"Problematiche
giuridiche
dell'audio
digitale"
[Scrivi
all'autore]
<<
Prima pagina
|