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MARCO PISONI Intervista di Luciano Rollo

MARCO PISONI Intervista di Luciano Rollo


1) ALLORA, VISTO CHE ORAMAI CI CONOSCIAMO DA TEMPO CERCHIAMO DI CREARE UN ATMOSFERA INFORMALE E LA PRIMA DOMANDA CHE TI FACCIO TI SEMBRERA' UN PO' VAGA, E' COME SE FOSSE UN TITOLO DI UNA TESI CHE TI PERMETTERA' DI SPAZIARE UN PO' DOVE VUOI,LA DOMANDA E' LA SEGUENTE: LA DIDATTICA MUSICALE,SOPRATTUTTO QUELLA CHE CONCERNE LA CHITARRA,DOVE STA ANDANDO IN GENERALE?...AD ESEMPIO, SECONDO TE I PICCOLI STUDENTI DI OGGI POTREBBERO ESSERE EFFETTIVAMENTE INTERESSATI ALLA CHITARRA CLASSICA (REPERTORIO DEL PASSATO COMPRESO)?

Sì, certamente, per restare all'ultima domanda. Guidati con responsabilità,ma anche con un'attenzione per la sensibilità attuale,i giovani possono essere avviati al repertorio classico e trovarvi gratificazione. Naturalmente l'insegnante non deve arroccarsi su posizioni intransigenti. Ad esempio può e deve essere disponibile alla guida della pratica dell'accompagnamento e, tenendo conto delle proprie attitudini e frequentazioni anche tecniche, degli accordi o della musica popolare.
La didattica strumentale va in questa direzione,ma spesso,per i testi, senza un disegno completo e complessivo del metodo e della formazione all'interno di un percorso personalizzato.

2) VISTO CHE FAI SPESSO DELLE RECENSIONI DI RIVISTE E CD PER LA RIVISTA SPECIALIZZATA "SEI CORDE" SECONDO TE DOVE "STANNO ANDANDO" SOPRATTUTTO I CHITARRISTI-COMPOSITORI DI OGGI?...MENTRE PER I GIOVANI CONCERTISTI PIU' IN VOGA: QUALI SONO SECONDO TE GLI AUTORI VIVENTI E DEL PASSATO PIU' GETTONATI?

Sinceramente non riesco a vedere un movimento o un trend preciso,dopo alcune ubriacature che hanno coinvolto anche me negli ultimi anni. Ricordo quì alla rinfusa la Worldmusic ed il Crossover,Piazzolla,il Minimalismo.
Probabilmente tra qualche anno sarò in grado di rispondere a questa domanda sull'inizio del terzo millennio,ora è criticamente troppo presto. I compositori defunti interpretati ed in voga hanno la ventura di essere ricordati appositamente per anniversari vari,di nascita o di morte. Quest'anno abbiamo ascoltato molto Tàrrega e moltissimo Villa-Lobos. Non siamo i soli: i nostri colleghi pianisti o violinistici hanno fatto ascoltare molto Mendelssohn e l'anno prossimo sarà l'anno di Schumann. Fra i viventi vedo stabile la posizione invidiabile e meritata di Leo Brouwer.


3) COSA NE PENSI IN GENERALE DELLE ORCHESTRE DI CHITARRA ED IN GENERALE DELLA MAGGIOR PARTE DELLA MUSICA DA CAMERA PIU' ATTUALE DEDICATA ESSENZIALMENTE ALLA CHITARRA?...OVVIAMENTE C'E' MOLTA DIFFERENZA TRA IL DUO ASSAD,IL DUO MACCARI-PUGLIESE ED IL LOS ANGELES QUARTET (CON SCOTT TENNANT,ANDREW YORK ECC. PER INTENDERCI..) MA IN GENERALE COSA NE PENSI?...SE VUOI ANCHE PARLARCI DI TUE INIZIATIVE PERSONALI...GRAZIE


L'orchestra di chitarre ha ormai una discreta tradizione e può già contare su un repertorio consolidato. In generale trovo più coinvolgente per tutti,pubblico e musicisti,più formativo per gli allievi e più esaltante il repertorio cameristico. Quindi ben vengano gli ascolti, l'impegno, la concertazione e l'esecuzione pubblica di un repertorio chitarristico non solistico. Molti anni fa ho fondato un "contenitore" versatile per questo scopo. Ho chiamato Sàlmakis le diverse formazioni, dal trio all'orchestra, da me dirette e coordinate, con grande soddisfazione per tutti i musicisti coinvolti e per me in particolare.


4) IO E TE (INSIEME AD ALTRI) ABBIAMO CONDIVISO UN PERIODO DELLA NOSTRA CARRIERA COME STUDENTI CON UN INSEGNANTE IN COMUNE: IL MAESTRO MAURO STORTI, IL SUO GRANDE MATERIALE DIDATTICO DA LUI OFFERTO AL MONDO DELLA CHITARRA, ESSENZIALMENTE CLASSICA, DOVE PENSI POTRA' CONFLUIRE IN UN FUTURO ABBASTANZA VICINO?


Non penso possa confluire in altre esperienze: lo trovo sempre più completo e praticamente definitivo. Naturalmente ne posso sottolineare i limiti (il Maestro nostro ci perdoni!): in sostanza ed in breve ne apprezzo lo spirito analitico, ma sento la mancanza di una sintesi,se vuoi,di una facilitazione o di una adattabilità a percorsi che siano diversi da quelli accademici e puramente classici.


5) SECONDO TE, ANNI FA, CI SAREBBERO STATE ALTERNATIVE DIDATTICHE REALMENTE EFFICACI AI METODI DEL M° STORTI PER POTER ACQUISTARE DA PARTE DELLO STUDENTE UNA REALE "COSCIENZA" TECNICO-STRUMENTALE ADEGUATA AL FINE DI POTER AFFRONTARE PARECCHIO REPERTORIO DEL RECENTE PASSATO E PERCHE' NO? ANCHE DEL FUTURO?


Ogni metodologia è il frutto della propria epoca. La formazione dei chitarristi professionisti ha trovato mezzi di volta in volta adeguati e superati dal repertorio corrente e in divenire. Così il pur enorme e sommo lavoro di Storti risulterà probabilmente inadeguato alla scrittura contemporanea e futura che ne sovvertirà canoni e principi. Chissà: forse modificazioni dello strumento, effetti e tecnologie di riproduzione informatizzata, esigenze di diffusione e di rappresentazione inimmaginabili. Il lavoro complessivo del M° Storti rimane comunque a livello planetario il lavoro (misconosciuto) più completo per l'attività di insegnamento in campo chitarristico e in parte anche propedeutico ed educativo.


6) COME VA ATTUALMENTE LA TUA CARRIERA DI INSEGNANTE?....FOSSILIZZATA, COME PER MOLTI, A QUELLA DI BIECO "IMPIEGATO" DELLA MUSICA (COME DICE UNA LETTRICE IN UNA SUA LETTERA ALLA RIVISTA "SUONARE NEWS" DEL MESE DI NOVEMBRE DEL 2009) O PIENA DI INIZIATIVE,NOVITA' DIDATTICHE E NON SOLO?


Sono un insegnante di chitarra anomalo. Insegno poco, ma intensivamente presso l'istituto G.Rusconi di Rho,in provincia di Milano.In realtà oltre a ciò organizzo e dirigo corsi estivi e masterclass ed insegno all'Università. Ho la fortuna di essere inserito in programmi universitari internazionali in cui la musica non è appannaggio dei conservatori ma delle istituzioni accademiche "realmente" universitarie.Insomma non mi annoio di certo: se non altro devo rimanere vivo ed in salute per progettare sempre corsi e percorsi nuovi.
Adoro progettare e realizzare ciò che didatticamente programmo. Comunque, per rimanere al cosiddetto vecchio ordinamento italiano, in questi anni, non insegnando chitarra per più di dodici ore alla settimana, ho portato al diploma da privatisti una dozzina di bravi e meno bravi giovani chitarristi. Fra tutti questi giovani ormai colleghi voglio ricordare EMANUELE GIRARDI. e MICHELE RUSCONI.....e altri stanno per essere inseriti nel mondo del lavoro come musicisti. Un grande orgoglio ed una grande responsabilità.


7) COME MOLTI SANNO DA ANNI E TUTT'ORA TI OCCUPI DELLA STESURA DEGLI ATTI DEL CONVEGNO DEDICATO ESSENZIALMENTE ALLA CHITARRA CLASSICA CHE SI TIENE DAL 1997 ED OGNI ANNO DOPO IL FAMOSO CONCORSO DI CHITARRA DI ALESSANDRIA...LE TUE IMPRESSIONI A CALDO SUL FUTURO DI QUESTA INIZIATIVA?...PUOI ANTICIPARE QUALCHE NOVITA' ?


Non faccio parte del Comitato scientifico strettamente e quindi a me compete più un lavoro scientifico a consuntivo, non la pianificazione delle linee di sviluppo. Purtroppo non sono in grado di soddisfare la tua curiosità. La vita del Convegno è sempre più legata alle vicende del Concorso Pittaluga. Questo può anche costituire una sudditanza, ma senza dubbio garantisce al Convegno un respiro internazionale ed un alto profilo.


8) A TUO PARERE COME STA ANDANDO LA DIFFUSIONE GENERALE DEI CD DEDICATI ALLA CHITARRA?...INSOMMA,SECONDO TE,SOPRATTUTTO TRA I PIU' GIOVANI, C'E' ANCORA QUALCUNO INTERESSATO A COMPERARSI UN CD DI UN CHITARRISTA "CLASSICO" CHE ESEGUE BRANI DI UN REPERTORIO DI ALTRI AUTORI E SOPRATTUTTO DEL PASSATO, DA INSERIRE NELLA PROPRIA BACHECA? TENGO A PRECISARE CHE LA DOMANDA NON E' RIFERITA AD UN PROBLEMA "DISPERATO" COME POTREBBE ESSERE QUELLO DELLA PIRATERIA MUSICALE MA AL PROBLEMA (...E SECONDO ME LO E'...E REALE) DELLA RIFRAZIONE ANTI-CULTURALE DI MOLTI CONTESTI GIORNALISTICI E MEDIATICI.


Non ho la tua sensibilità su questo argomento. L'aspetto che più mi colpisce,ed anch'io non parlo ora della pirateria, è la sparizione del supporto fisico stesso del cd. In casa abbiamo comprato in due anni quattro portatili nuovi: sono tutti netbook,cioè non hanno nemmeno l'alloggio per il cd.


9) ED INFINE CONCLUDIAMO CON UNA DOMANDA DEDICATA AL RICORDO...QUALCHE ANNO FA A CAUSA DI UN TRAGICO INCIDENTE STRADALE E' MORTO UN OTTIMO CHITARRISTA: ROCCO PERUGGINI CHE, PER I LETTORI CHE NON LO SANNO, STUDIO' PER UN CERTO PERIODO ANCHE CON IL MAESTRO CHE ABBIAMO AVUTO IN COMUNE...E' STATO UN MUSICISTA CHE HAI CONOSCIUTO MOLTO BENE, COSA RICORDI DI LUI?


Studiò con il M°Storti per ben di più che un periodo. La sua formazione fu quasi interamente completata dal lavoro del nostro maestro comune. Poi i loro destini si divisero, sino al tragico giorno dell'incidente. Ricordo Rocco ovviamente benissimo. Eravamo studenti. Andammo con altri ad un concerto del Festival di Busto Arsizio. Mi sono rimaste impresse le sue parole al termine del concerto, in macchina al ritorno a Milano e mi sembra ancora, dopo vent'anni, di sentirne il tono:"ma il Suono, che suono. Marco,hai sentito che Suono?" Non ricordo a proposito di quale chitarrista, ma ricordo questo suo interesse spasmodico per il Suono, con l'iniziale maiuscola, che l'avrebbe portato poi anche ad essere uno dei più preparati "collaudatori" e valutatori di strumenti musicali.



Data di pubblicazione 01/02/2010

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