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1) Avete alle spalle ben cinque anni passati a suonare in giro e immagino sia stata un’esperienza che vi ha insegnato molto… che cosa ne avete tratto ?
(Marco) Sicuramente abbiamo tratto un sacco di esperienza, abbiamo imparato a stare sul palco, abbiamo imparato a stare tra la gente e a stare tra di noi, che a volte non è facile, ma sopratutto abbiamo capito che la gente ha voglia di musica, di musica dal vivo. E' questa la cosa più importante che abbiamo capito e che ci permette di andare avanti: se non avessimo il supporto della gente che ci segue, credo che lasceremmo perdere.
2) Avete suonato con musicisti del calibro di Tre Allegri Ragazzi Morti, Piero Pelù, Verdena, ecc. C’è qualcuno in particolare con cui vi piacerebbe suonare in futuro?
(Natale) ehehe, questo è un domandone. Guarda visto che siamo nel campo dell'ipotesi, azzarderei: ci piacerebbe aprire il concerto degli U2 :)
3) Il vostro disco è un’autoproduzione, inoltre avete autoprodotto anche due videoclip, cliccatissimi su Youtube e in rotazione sul programma “Talent 1” di Italia1. Pensate che, oggi come oggi, l’autoproduzione e l’autopromozione siano il miglior canale per i gruppi emergenti di farsi conoscere?
(Tonio) E' il migliore che abbiamo trovato noi, del resto si costruisce tutto a piccoli passi. Tu cominci con una canzone su myspace, poi con un video autoprodotto e non si sa mai dove si arriva... la verità è che noi siamo stati anche molto fortunati perchè, a quanto sembra, le nostre canzoni hanno sempre funzionato.
Io mi sento di dire che in effetti l'autoproduzione è un'ottima strada per un'artista emergente, certo bisogna anche saperlo fare...
4) Parlando del panorama musicale indipendente italiano, pensate sia difficile fare i musicisti in Italia al giorno d’oggi? Qual è stato l’ostacolo più grande che avete dovuto superare per riuscire ad emergere?
(Nico) Sicuramente quello dell'indie. L'indie come genere musicale rappresenta forse un "modo di essere" in cui o ci sei oppure sei fuori.
Noi non ci sentiamo "indie", anche se poi, a conti fatti forse lo siamo.
Però è davvero frustrante dover affrontare l'idea che bisogna suonare, essere e vestirsi solo in una certa maniera altrimenti sei fuori... anche perchè poi, parliamoci chiaro, è solo una moda.
Noi siamo, prima di tutto, dei musicisti e vogliamo trasmettere la nostra musica alla gente, poco importa poi l'etichetta che ci vogliono mettere.
Comunque si, fare musica in Italia, è difficile... ma siamo speranzosi, crediamo che ripartirà tutto dal basso, dalle etichette indipendenti e dalla gente che ha sete di musica.
5) Vediamo che c’è un’attenzione particolare ai testi delle canzoni, che sono ricchi di spunti poetici. Come nascono le vostre canzoni? C’è qualche “poeta” nel gruppo?
(Nico) bhè si, il "poeta" del gruppo sono io, anche se poi in realtà la poesia è nelle cose che ci circondano io non faccio altro che catalizzare le emozioni e trasformarle in parole...
Comunque ci sono parecchi modi un cui nasce una canzone dei Gardenya, a volte sono io che porto in saletta un testo, un'idea o uno spunto creativo e cerchiamo di costruirci sopra una "veste musicale".
Altre volte tutto nasce dall'improvvisazione, come Polvere che è nata da un'improvvisazione di basso. Altre volte invece utilizziamo ciò che noi chiamiamo, citando Joyce, "flusso di coscienza": in pratica mentre improvvisiamo, io "vomito parole e pensieri" fino a quando questi non prendono forma da soli creando, così, strofe e ritornelli. A volte ci stupiamo di questo metodo, ma sembra funzionare alla grande.
6) Siamo rimasti colpiti in particolar modo da “Frankie allucinato”. Ci spiegate come vi è venuta l’ispirazione per questo brano?
(Marco) ahahahaha, bhè questa storia è una storia vera. Frankie è un nostro carissimo amico che abbiamo conosciuto ad un concerto dei Verdena e nel viaggio di ritorno ci ha raccontato della sua esperienza ad Amsterdam, vi lascio immaginare il retroscena, ma la storia che dorme in una vasca è completamente ed autenticamente vera.
Il Frankie della canzone, comunque, è l'eterno adolescente, una sorta di bohemien moderno.
7) Avete mai pensato di scrivere brani in inglese?
(Natale) Bhè i Gardenya sono un gruppo che prende proprio ispirazione dalla musica inglese, il nostro sound è fortemente influenzato dai suoni e dai modi di suonare Brit e Grunge, ma l'idea di base è quella di fare musica alla inglese ma in Italiano, quindi no non ci abbiamo mai pensato...
8) Parlando di musica rock italiana recente, degli ultimi 20 anni per intenderci, c’è secondo voi qualcuno che ha lasciato o che lascerà un segno indelebile?
(Tonio) Ci sono delle band che hanno influenzato questo ventennio e che oggi qualcuno fa fatica a ricordare, visto che ci fai questa domanda vogliamo ricordare i Ritmo Tribale che sono una dalle band che ha più influenzato il sound italiano degli ultimi vent'anni e ci sentiamo di definirli come dei nostri "padri musicali". Poi, vabbè, oggi ci sono i Negramaro, gli Afterhours, i Baustelle, i Verdena...
9) Disegnando pareti è uscito quest’anno, ma avete alle spalle cinque anni di live. Quando vi siete resi conto che era giunto il momento di fare un album?
(Marco) Non abbiamo deciso noi, semplicemente è arrivato. Avevamo questi brani nuovi e non abbiamo voluti inciderli in un disco, anche perchè slegare questi brani tra di loro sarebbe stato snaturarli della loro essenza, c'è un filo conduttore tra i pezzi di Disegnando Pareti, ed era la cosa più giusta ed ovvia da fare quella di inciderli tutti in un solo disco. Pensa che in realtà non abbiamo mai nemmeno deciso il nome del disco, è arrivato da solo... tutti e quattro eravamo intimamente convinti che il titolo dovesse essere quello, non ne abbiamo parlato.
Intervista di Federica Tadiello Porta
Data di pubblicazione 18/08/2010




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