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WEATHER REPORT
la storia elettrica
Christophe Delbrouck
(Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri).
I Weather Report sono stati la band più rivoluzionaria del jazz elettrico. Una storia fantastica, tra la personalità eccentrica di Joe Zawinul (tasiere, pianoforte e altre diavolerie elettroniche) e Wayne Shorter, il lunare sassofonista nero americano. L'incontro nella palestra di Miles Davis per le incisioni degli storici "In silent way" e "Bitches brew" (1969- '70), fino ai successi degli anni '70-'80 allargando le potenzialità del jazz moderno, facendo confluire all'interno di un tessuto musicale le visioni del funk, dell'elettronica, del neo tribale e della musica di intrattenimento colta. Una parabola nata nel '71 in una America ricca di fermenti artistici, a New York come a Los Angeles e al di fuori dei piaceri sonori, si era sviluppata una frangia intellettuale molto influente, appassionata di letteratura e jazz. Mentre i giovani neri ascoltavano il nuovo groove di Sly & Family Sone e Chambers Brothers, le band del black power psichedelico, la raggiante musica dei Weather Report era ha disposizione di tutti.
A loro fianco una interminabile macchina sonora con compagni del calibro di Miroslav Vitous, Alphonso Johnson, Jaco Pastorius, Peter Erskine, Victor Bayley, Omar Hakim e molti altri, scelti disco per disco anno dopo anno in una interminabile girandola di creatività musicale. Il libro raconta in maniera perfetta la genesi di un gruppo che ancora oggi è oggetto di studio di molti musicisti e fan. L'istrionico Zawinul e lo spirito zen di Shorter, l'austriaco e l'americano uniti in un sound cremoso che ha generato una musica perfetta, indelebile, globale, modernisima, ancora attuale. Album come" Sweetnighter", "Black market", "Night passage", "Domino Theory", pietre miliari di una discografia che ha saputo leggere la musica di ieri e quella del futuro che ci attende. Una storia colma di passaggi irripetibili per il jazz moderno di sempre.
Maggioli Giuseppe.
Data di pubblicazione 25/03/2011
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