Forum Canto (L'esperto Risponde)
Rubrica curata da Angelo Lucignani
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Massimo,guarda ho imparato tanto parlando con Andrea,in mezz'oretta mi ha aiutato a capire in maniera chiara la respirazione e l'appoggio, ciò che lui defini il motore della voce,così ho fatto pulizia di tanti concetti inutili e poco proficui per me come lui mi disse. Per fortuna ricordo bene ciò che mi disse perchè furono concetti per me importanti e salutari...dopo avermi fatto parlare dei miei dubbi mi fece comprendere che io mi basavo sull'ascolto della mia voce e che mi giudicavo in base a questo parametro, in realtà la voce mi fece capire spesso è fluttuante e trae in inganno, mi spiegò che è necessario allontanarsi all'inizio dal risultato timbrico e invece concentrarsi sulla respirazione e sull'appoggio, poichè essi permettono alla voce di uscire e maturare correttamente e non il contrario. Mi resi conto che era vero, almeno nel mio caso mi giudicavo e cercavo una tecnica seguendo il timbro. Quando gli feci vedere come riempivo bene il mio addome inspirando ( cosa che molti insegnanti mi avevano fatto fare e che avevo letto su molti libri!!!!) Andrea mi disse che era un errore questo perchè è una respirazione dannosa, rilassa gli addominali che invece devono rimanere tonici nell'inspirazione (non tesi), semplicemente non si deve fare prolassare la muscolatura in avanti e inbasso. Mi spiego anche che il diaframma inspirando si ababssa ed è necessario he trovi una base tonica e non flaccida altrimenti si perde un centro di equilibrio, una forza necessaria a permettere una respirazione più ampia. Mi spiegò che il diaframma quando si abbassa è importante che trovi un sostegno, come un vassoio che non lo faccia distendere troppo in basso e diventare inerte, il diaframma agisce bene se è tonico e tenuto comunque su...I concetti su cui andrea puntava era no la semplicità di respirare bene e imparare a sostenere i suoni, poi mi disse il resto viene da sè con piccoli accorgimenti tecnici.In sintesi Massimo, Andrea mi fece mettere due mani afferrando le costole basse e mi disse che inspirando dovevo allargarle, come se avessi una fisarmonica, mi disse di pensare al mantice di una fisarmonica. Espirando mi fece capire che era necessario agire con il diaframma cioè non tanto schiacciare gli addominali in dentro con forza ma fare partire il movimento dal diaframma, come se il diaframma andasse in su e si rigirasse, automaticanmente anche glia ddominali rientrano e vanno in dentro, lui mi disse proprio come se una spada ad un certo punto trafigge l'addome o come se si riceve un pugno. Però come mi disse Andrea appena fai partire il fiato si deve comunciare a localizzare il moviemnto del soffio dal diaframma che sale in alto e porta il fiato fuori, come una ruota, in maniera continua, come se il fiato percorresse una strada ampia. molti comincianoa schiacciare mi disse dallì'addome o dall'epigastrio ma la voce si strozza, all'inzio è necessario imparare a fare risalire il diaframma.Quindi inspirare allargando le costole ultime lateralmente, mantenedo questa apertura costale ( così mi spiegò Andrea9 far partire il moviemnto diaframmatico in su pensandos empre a fare uscire il fiato in modo continuo... PErò ascoltare queste cose da Andrea è diverso, sarà il suo modo di dire le cose e la passione che traspare, che ti mette fiducia e ti fa comprendere con semplicità...
Questi concetti però non li dimenticherò mai e poi mai perchè sono stati la mia salvezza, come disse Andrea a me: il canto deve seguire la fisiologia umana e non adare contro, è inutile cercare atteggiamenti fuori natura...questo è ciò che ricordo di quell'incontro fortunato per cui ringrazio il Cielo di avermi dato l'occasione di sentire Andrea ma anche di carpire da lui alcuni importanti atteggiamenti fonatori, e pensare che io quella sera a quel concerto non ci volevo nenache andare...quindi grazie anche al mio amico giò che mi ha convinto...
stefano
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Angelo Risponde: